Tutorial chitarra: Can’t stop Red Hot Chili Peppers

Can’t stop è un brano della bandrock statunitense Red Hot Chili Peppers, estratto dall’album By The Way del 2002 e pubblicato come singolo nel 2003. Ha ottenuto un grande successo, raggiungendo ottime posizioni in molti paesi e si è posizionato al 30° posto nella classifica delle 100 migliori tracce “guitar-based rock” stilata da Q Magazine.  Si tratta di un pezzo che non manca mai nella scaletta nella band e per un periodo è stata usata come brano di apertura dei live. Dal 2013 è stato riproposto dal gruppo come traccia di apertura dei loro concerti.

 

 

La canzone è forte, energica e il ritornello ti prende al primo ascolto, orecchiabile e per niente noioso. Quando viene suonata ai concerti, il cantante Anthony Kiedis spesso stravolge volontariamente il senso delle frasi: ad esempio “All on a spaceship perseverino, use my hands for everything but steering” (“sull’astronave usa le mie mani per tutto, fuorché guidare”) è stata modificato dal frontman con “All on a spaceship persevering, feel no need for any interfering” (“sull’astronave pensa di non aver bisogno di qualcuno, interferisce soltanto”) per allontanare le molteplici critiche alla sfondo sessuale di queste strofe. Spesso, inoltre, Kiedis  si confonde durante i live o sostituisce frasi con altre senza senso probabilmente in maniera volontaria.

 

 

Il testo di Can’t Stop è particolare in quanto la band ha preferito incentrarlo più sul ritmo che sul significato delle parole. Possiamo, infatti, notare come abbiano accomunato versi poetici improvvisati senza un legame logico in modo da ottenere versi melodici e rappati in alternanza. L’unico verso che sembra avere un senso apparente è quello che parla di tutti gli sforzi fatti per entrare nell’onda che non può fermarsi “this wave can’t stop” probabilmente collegata al susseguirsi veloce di frasi senza un significato sensato. L’onda è stata da molti interpretata come la vita o il ritmo, altri la associano al tema della tossicodipendenza.

 

 

Emblematico è anche il videoclip del brano diretto dal regista Mark Romanek che mostra i quattro musicisti in più stanze mentre compiono azioni insensate come raccogliere bottiglie d’acqua o portare secchi in testa. La prima scena vede la telecamera infiltrarsi, attraverso l’obiettivo, in un tubo giallo dove appare il cantante con indosso dei buffi occhiali. I quattro poi corrono in una sala con luci al neon sulle spalle, praticando alcune attività come saltare, giocare con palloni, tormentare Flea con penne e barattoli. La scena più bella è sicuramente quella dell’assolo dove John Frusciante suona sotto una cascata di petali di polistirolo rosa che scendono giù da un tubo tenuto fermo da Kiedis . Una curiosità legata al video è che in molte scene si intravede Frusciante che suona una Fender Toronado arancione del 2001 e ciò è strano visto che il chitarrista predilige quasi sempre chitarre vintage. Lo stesso Frusciante sostenne di essere stato costretto ad usarla dal regista perché si intonava ai colori fluo del video, affermando di non averla neanche mai provato a suonarla.

 

 

 

E’ un pezzo interessante e ha aspetti particolari che ti permettono di migliorare come chitarrista soprattutto esercitandoti con la tecnica del muting. E’ molto importante come viene suonato il brano, è necessario dare tutta l’espressività che John Frusciante esprime con la sua chitarra in modo da ottenere un ritmo forte e grintoso. E’ consigliato l’utilizzo di un overdrive leggerissimo, impostando il gain ad 1/5. Il suono è leggermente sporco in modo da dare una sensazione di distorsione davvero tenue. Il brano può essere utile anche per allenarsi a suonare in piedi e non seduti.

 

 

 

 

Buon divertimento!